Il risarcimento danni da infortunio va rivalutato

Le sezioni unite intervengono sul dissidio giurisprudenziale in tema di obbligo, da parte dell’assicurazione, di sottoporre a rivalutazione le somme erogate a titolo di risarcimento danni.

Con la Sentenza 395/2007 le Sezioni Unite della Cassazione fanno proprio l’orientamento maggioritario della giurisprudenza e stabiliscono che, indipendentemente dalla previsione, nel contratto di assicurazione, di un massimale, quanto corrisposto dall’assicurazione a titolo di risarcimento danni conseguenti ad un infortunio è un capitale che deve essere automaticamente (cioè a prescindere dalla specifica prova in proposito) sottoposto a rivalutazione onde compensare il deprezzamento della moneta.

La Sentenza, da invocare sopratutto nei casi in cui le somme erogate quale risarcimento per un infortunio vengono corrisposte a distanza di anni, avrà necessariamente un notevole impatto in tutti i casi in cui la rivalutazione, pur richiesta, è stata negata.

Punto fermo sul fermo amministrativo

La Cassazione interviene ancora, si spera in modo defintivo, sul problema del c.d. “fermo amministrativo” (le c.d. “ganasce fiscali”).

Spesso la malcapitata vittima non sapeva a chi rivolgersi per ottenere l’annullamento del provvedimento : chi diceva che bisognava ricorre al Giudice Ordinario, chi a quello amministrativo, chi a quello tributario. nell’incertezza, pagava.

Ora (Sentenza 875/2007) la Cassazione stabilsce, confermando un precedente orientamento, che competente è il Giudice Ordinario e che il rimedio è dato dalla opposizione all’esecuzione oppure agli atti esecutivi.

Due rimedi processuali che conferiscono al cittadino una maggiore tutela consentendogli, a certe condizioni di fatto e di diritto, un provvedimento cautelare anticipato che evita (o quanto meno riduce gli incomodi) dei lunghi tempi della giustizia ordinaria.

Si spera quindi di poter così porre un argine al ricorso indiscriminato (e verrebbe da dire speculativo) a questo strumento da parte del Fisco.

Ovviamente quanto sopra vale per i fermi disposti prima dell’entrata in vigore del Decreto Legge 223/2006 del 4/7/2006.

vicini rumorosi (2)

Ovviamente, per avere le risposte giuste occorre porre le domande giuste.

La prima cosa da chiedersi è quando, davvero, le immissioni sono rumorose al punto di essere, come dice la legge, intollerabili.

La seconda cosa da chiedersi è davanti a quale giudice andare. Se si va dal giudice sbagliato si rischia di vedersi respinta la domanda.

La terza cosa da chiedersi è che cosa domandare al giudice. Sembra una domanda banale, ma non lo è perchè, se poi si ottiene ragione, bisognerà far eseguire la Sentenza, con le buone o con le cattive e, se la Sentenza non può essere eseguita per mille motivi, si rischia di conseguire la classica “Vittoria di Pirro”

La quarta cosa è contro chi agire: sembra una domanda stupida: contro chi fa rumore, viene da rispondere, senza pensarci troppo; ma se il vicino rumoroso è l’inquilino, si può agire contro il proprietario? e se io sono l’inquilino, posso chiedere che il vicino, per esempio, insonorizzi la sua stanza, oppure devo lasciare che sia il mio padrone di casa a muoversi?.

I casi della vita sono tanti e queste sono domande di metodo, più che merito.

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vicini rumorosi

È un evento frequente, nella vita dei condomini, che dall’appartamento del vicino, o dal bar sottostante o, in genere, dall’immobile accanto, provengano dei rumori molesti.

Se capita una volta, o comunque raramente, è senz’altro consigliabile sopportarsi a vicenda.

Se capita di frequente, è opportuno conoscere che cosa dice la legge e, soprattutto, come viene interpretata.

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Come richiedere la rivalutazione ISTAT anche della somma corrispondente all’indennità integrativa speciale (componente dell’assegno bimestrale di cui alla legge 210/1992)

A seguito della nota sentenza della Corte di Cassazione ottenuta dal sottoscritto in materia di rivalutazione ISTAT (leggi il comunicato stampa) anche della somma corrispondente all’indennità integrativa speciale, in molti si sono chiesti come poter anch’essi accedere al beneficio.
Come già spiegato in altre occasioni, diversamente da quanto purtroppo si legge su alcuni siti internet, per prevenire possibili eccezioni avversarie, è opportuno far precedere l’eventuale azione giudiziaria dall’inoltro di una lettera raccomandata R.R. da inoltrare al Ministero della Salute (qualora l’indennizzo venga ancora erogato a cura della Direzione Provinciale del Tesoro), ed anche alla Regione ed all’ASL di competenza in funzione del luogo di residenza in tutti gli altri casi.
Scarica il modello di raccomandata r.r.

Il modulo di cui sopra può essere scaricato anche alla pagina web:
http://www.atdl.it/download/rivalutazione_Istat.doc

Audizione dell’Avv. Simone LAZZARINI in Commissione Igiene e Sanità del Senato

Mercoledì 15 novembre 2006, alle ore 14 l’Avv. Simone LAZZARINI, insieme ad altri colleghi ed ai rappresentanti di alcune associazioni è stato sentito dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato in relazione alla nota vicenda della definizione transattivi delle controversie promosse dai danneggiati dalle trasfusioni di sangue infetto.

Leggi l’intervento dell’Avv. Simone LAZZARINI in formato PDF.

Per un resoconto più dettagliato dell’incontro vai a:
http://www.fondazionegiambrone.it/news/2006/verbale_sanità.html

Legge 210/1992: quanta disinformazione!

È sufficiente fare una carrellata sulla rete per scovare numerose “perle” di disinformazione, spesso proveniente da chi invece dovrebbe fornire un servizio al cittadino o, peggio ancora, da chi offre la propria “consulenza” in questa materia.

Approssimazione lessicale nel definire l’indennizzo come risarcimento, ostinazione nel ritenere fuori termine domande invece perfettamente tempestive, pressappochismo nel ritenere “guarito” e dunque non meritevole di ascrivibilità tabellare un soggetto, sol perché questi presenta transaminasi perfettamente nella norma.

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Ascrivibilità tabellare del danno indennizzabile ex lege 210/1992

Ai fini dell’individuazione del danno irreversibile alla base della concessione dell’ indennizzo previsto dalla legge 210/92 la riscontrata normalità degli indici di funzionalità epatica non rappresenta di per sé un elemento ostativo alla sua percezione, nonostante il diverso orientamento di talune commissioni medico-ospedaliere e dell’Ufficio medico-legale del Ministero della Salute.