Consegna documenti al nuovo amministratore condominiale

Che cosa accade se il vecchio amminsitratore del Condominio non consegna i documenti a quello nuovo, magari utilizzandoli come “arma di pressione” per farsi pagare importi che il nuovo amministratore non può controllare proprio perchè non ha  documenti?

Ormai da tempo la giurisprudenza (v. TSalerno 3/10/06, ma anche lo scrivente ha ottenuto analoga ordinanza dal Tribunale di Desio nonchè da quello di Milano) ha affermato la illegittimità di tale comportamento, autorizzando il nuovo amministratore a ricorrere in via di urgenza all’Autorità Giudiziaria onde ottenere coattivamente la cosegna dei documenti indebitamente trattenuti.

  

L’art.33 del decreto legge collegato alla finanziaria 2008 recante “Disposizioni a favore dei soggetti talassemici danneggiati da trasfusioni infette”: un primo commento

Dalla lettura del sito del Governo abbiamo appreso il contenuto della previsione che dovrebbe essere il coronamento dei tavoli tecnici (?) istituiti nei mesi scorsi dal Ministero della Salute per la definizione transattiva dei soggetti danneggiati da somministrazioni di sangue e/o emoderivati infetti.
La norma, testualmente, prevede quanto segue: Continua a leggere→

Ritardo nella liquidazione dell’indennità di anzianità

Con Sentenza 14479/2007 la Cassazione così ha statuito:”l’Inadel – ora Inpdap – in caso di non ragionevole ritardo nella predisposizione del titolo di spesa da parte del Ministero del Tesoro … in relazione a quanto previsto … sulla liquidazione dell’indennità di anzianità a favore dei dipendenti del SSN, è responsabile, nei confronti del lavoratore, per il ritardo stesso e deve pertanto corrispondere gli interessi legali ed il risarcimento del maggior danno per il ritardo nel relativo pagamento della cosiddetta eccedenza ” Si attende la pubblicazione del testo integrale della sopra riportata, recente, Sentenza onde meglio valutarne la portata (vale solo per i dipendenti SSN?) i presupposti (il ritardo  dev’essere provato? e come?) i requisiti (con quali parametri e sulla base di quali prove si deve liquidare il maggior danno?) 

Una sorprendente sentenza del Tribunale di Milano sul danno da trasfusioni di sangue infetto

Certamente le sentenze di primo grado, se impugnate, possono sempre essere riformate in Corte d’Appello o in Corte di Cassazione, ma è indiscutibile che la decisione pubblicata lo scorso 10 settembre 2007 dal Tribunale civile di Milano, Sezione Decima Civile (n. 10104) rappresenti una significativa “inversione di tendenza” rispetto al trend, sfavorevole per i danneggiati, che le Corti di merito, con l’eccezione di quelle romane, avevano mostrato negli ultimi anni nella nota materia del risarcimento dei danni da trasfusioni di sangue infetto. Continua a leggere→

Notizie positive per il risarcimento del danno biologico da somministrazione di sangue o emoderivati infetti?

È notizia di questa mattina che il Governo avrebbe autorizzato la spesa di 94 milioni di euro per risarcire talassemici danneggiati da sangue o emoderivati infetti.
Pur con tutte le riserve del caso, ed in attesa di conoscere il testo completo del provvedimento inserito nella manovra finanziaria 2008 (anche per comprendere quali saranno i requisiti soggettivi ed oggettivi per poter accedere al beneficio, non si può non salutare con favore a questo primo passo finalmente concreto del Governo, sopraggiunto dopo un’interminabile sequela di riunioni, tenutesi presso il Ministero nei mesi scorsi, che hanno ininterrottamente tenuto impegnati rappresentannze delle associazioni e dei legali.
Sarebbe tuttavia auspicabile che il principio, indubbiamente di carattere generale, della doverosità del diritto al risarcimento del danno fosse esteso a tutti i danneggiati (il nostro studio assiste anche numerosissimi trasfusi occasionali) anche per dare un significato ai noti tavoli tecnici indetti dal Ministero della Salute che hanno tenuto impegnato anche il nostro Studio in questi mesi e che, soprattutto, avevano creato più che legittime aspettative in tutti i danneggiati.
Inutile dire che, come ogni anno, certamente non mancheranno emendamenti da oggi e sino alla versione definitiva, dunque potrebbe esserci ancora tempo per rimediare

La Corte di Cassazione insiste: la somma corrispondente all’indennità integrativa speciale va rivalutata

Lo scorso mese di maggio avevamo dato conto dell’importante presa di posizione della Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Cassazione in relazione alla ormai nota questione della rivalutabilità secondo il tasso d’inflazione programmato anche della somma corrispondente all’indennità integrativa speciale compositiva dell’assegno bimestrale ex legge 210/1992.
Ebbene, con la sentenza n.18109/2007 la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, recependo le argomentazioni del Procuratore, ha accolto il ricorso presentato da un nostro Assistito e, richiamando i principi enunciati nella nota sentenza n. 15894/2005 da noi precedentemente ottenuta, ha annullato la sentenza della Corte d’Appello di Milano, Sezione Lavoro che si era pronunciata sfavorevolmente nel 2004, rinviando la causa a diverso collegio per la pronuncia definitiva.
Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n. 18109/2007 dell’8 giugno – 27 agosto 2007

Un commento (un pò) tecnico sulla questione del riparto di giurisdizioni in ordine al fermo amministrativo

La Corte Costituzionale “bacchetta” (ordinanza 297/2007) il Consiglio di Stato in ordine al fermo amministrativo. Con un provvedimento alquanto “sotto tono”, il giudice delle leggi, sembra dare, in realtà, un’interpretazione costituzionalmente orientata dell’odiato strumento.

Quanto segue (lo scriverei in lettere maiuscole, se non fosse contrario alla netiquette) non è un parere, ma solo un’opinione dello scrivente, che sul punto , attende conferma dalla giurisprudenza e, soprattutto, graditi pareri da chi, tra i frequentatori del presente sito, vorrà lasciarne. Ovviamente, e necessariamente, il presente è un articolo un pò tecnico per chi voglia approfondire, tra i giuristi, la questione.

 Cominciamo da un’affermazione semplice semplice. La Cassazione afferma che il fermo amministrativo, di amministrativo, ha solo il nome. Le cosidette “ganasce fiscali” sono, in realtà, uno strumento preordinato all’esecuzione forzata: serve a bloccare il bene mobile per evitare che, nelle more dell’esecuzione, il debitore fugga.

I giudici amministrativi la vedono diversamente e, come per la nota questione degli espropri, pongono un conflitto positivo di giurisdizione. Il fermo amministrativo è (dicono) roba nostra, perchè trattasi di “provvedimento amministrativo di autotutela conservativa del patrimonio del debitore in funzione dell’interesse pubblico”.  Di qui il ricorso alla Corte Costituzionale: il legislatore, si dolgono i giudici amministrativi, sottraendo alla cognizione amministrativa una materia che le è propria, ha violato la costituzione. Non si tratta infatti, secondo i giudici amministrativi, di “atto funzionale all’espropriazione forzata” (come dice la cassazione), ma di atto amminstrativo. Dunque se ne devono occupare i TAR ed il CDS.

La Corte Costituzionale risponde, molto sommessamente, che siamo di fronte ad un uso improprio del ricorso al giudice delle leggi. Ciò che mi state chiedendo, dice la Corte, è la mia approvazione alla Vostra intepretazione sulla natura del fermo. Ma non è questa la mia funzione. Quindi vi respingo il ricorso.

Conseguenza immediata: del fermo amministrativo si occupi il giudice tributario secondo i criteri di cui all’art. 5 c.p.c. Conseguenza mediata: forse che il fermo amministrativo è davvero strumento preordinato all’esecuzione forzata?

      

Ancora sul bollo auto

Faccio riferimento all’articolo del 13/4/07 per comunicare che è disponibile la Sentenza  citata nel medesimo articolo.

In quanto precedente utile la stessa Sentenza può essere usata in un ricorso avverso un avviso di pagamento di bollo auto.   Ovviamente sono necessarie alcune precisazioni.

In primo luogo va chiarito che una Commisione Tributaria Provinciale (o anche una sezione diversa della stessa commissione) può non condividere la decisione della 25° Sezione della CTP di Mlano. Non vige, cioè, nel nostro ordinamento, l’obbligo di conformarsi alle decisioni di un precedente Giudice. Di solito accade, ma non è detto che debba accadere. Ogni causa fa storia a sè.

In secondo luogo il principio  vale per gli avvisi di accertamento uguali (o simili) a quello impugnato dal ricorrente. Avvisi redatti su moduli diversi possono giustificare decisioni differenti.

In terzo luogo va precisato che, nell’avviso impugnato ed annullato, si faceva riferimento ad una tabella B che si diceva essere allegata, ma che non c’era.

Infine, e da ultimo, va precisato che, anche se il ricorso è ineccepibile, il ricorrente deve comnque rispettare le regole procedurali per proporlo. Il ricorso deve essere proposto entro un certo termine, deve essere notificato entro quel termine e poi dev’essere depositato entro 30 giorni dalla notifica presso la segreteria della CTP insieme ai documenti richiamati.

Le modalità di proposizione del ricorso sono indicate negli artt.   19, 20 e 21 del Decreto Legislativo 546/92 .

 Il mancato rispetto di tali norme (così come anche l’errata compilazione del modello) può comportare l’inammissibilità e quindi il rigetto del ricorso.

La difesa in proprio è consentita per gli avvisi che comportano un accertamento inferiore ad € 2.582,28., così come è possibile affidarsi ad un professionista.  Per gli avvisi superiori a tale importo è obbligatoria l’assistenza tecnica.

Leggi, cliccando sul link, il modello di Bozza di Ricorso .

Bozza Ricorso 

Ancora sulla deducibilità delle spese sanitarie

(Fonte: ANSA) – ROMA, 13 GIU – Una multa di 2 euro a ricetta nel caso di mancata o errata trasmissione alla Ragioneria dello Stato da parte degli operatori. La sanzione che riguarda farmacie, ambulatori e laboratori e’ valida per ora solo per Abruzzo e Umbria e sara’ estesa a tutte le regioni italiane dove,in forza della Finanziaria 2006,e’ stato avviato il progetto della Tessera Sanitaria. L’obiettivo e’ di monitorare la spesa sanitaria controllando le ricette e l’appropriatezza delle prescrizioni.

Come si vede, il legislatore sta preoccupandosi di dare effettività alle norme di cui alla precedente New. Quando si acquista un farmaco, appare quindi opportuno premunirsi, a decorrere dal 1° luglio, di adeguato documento fiscale.

Il punto sul contenzioso per il risarcimento dei danni procurati da somministrazione di sangue o emoderivati infetti

Dopo alcuni mesi di “operoso” silenzio ci pare doveroso aggiornare i nostri clienti, ma non solo, sulla questione – che per la verità si trascina ormai da anni – del risarcimento del danno causato dalla somministrazione di sangue o emoderivati infetti.
Pur non avendo contribuito ad inserire alcun emendamento risolutivo nella Finanziaria 2007, il Ministero della Salute – anche grazie all’azione di garbata pressione efficacemente portata avanti dalla Fondazione Giambrone per quanto riguarda i talassemici – ha nuovamente istituito tavoli tecnici, suddivisi per tipologia di danneggiati, al fine di ricercare una soluzione a questo annoso problema. Continua a leggere→