La rivalutazione dopo la sentenza della Corte Costituzionale: positive le reazioni della giurisprudenza di merito, ecco la prima sentenza favorevole

Cari amici frequentatori del sito,
ho il piacere di comunicarvi che, all’esito di un’udienza tenutasi stamattina avanti al Tribunale di Busto Arsizio, Sezione Lavoro, il giudice, preso atto della recente sentenza della Corte Costituzionale, ha accertato il diritto alla integrale rivalutazione dell’assegno ex lege 210/92 in favore di un nostro assistito, condannando il Ministero convenuto al pagamento del dovuto.
Non appena sarò in possesso del testo integrale della sentenza (la n.433/2011) non mancherò di postarla sul sito.
A quanto mi risulta, anche altri colleghi sono in attesa di sentenze – si confida di segno favorevole – da parte di altri tribunali nei prossimi giorni.
Insomma la situazione pare evolversi favorevolmente, ma naturalmente la prudenza è d’obbligo…..

Avv. Simone LAZZARINI

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l’Avv. Simone LAZZARINI si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, con particolare riguardo alla materia degli appalti e dell’ambiente), di diritto penale e di responsabilità civile, con particolare riguardo alla responsabilità medica e, ancor più nello specifico, alla nota questione del risarcimento e dell’indennizzo in favore dei soggetti irreversibilmente danneggiati in conseguenza di trasfusioni di sangue e/o somministrazione di emoderivati infetti.

26 thoughts on “La rivalutazione dopo la sentenza della Corte Costituzionale: positive le reazioni della giurisprudenza di merito, ecco la prima sentenza favorevole

  1. Pingback: Prime vittorie dopo la sentenza della Corte | Comitato Vittime Sangue Infetto

  2. Pregiatissimo Avvocato,
    ma la durata dell’assegno ex lege 210/1992, nel caso di infettato vivente, è di 15 anni o a vita?
    Dalla lettura della legge 298 del 1997 sembrerebbe che sia solo per 15 anni.
    Grazie per la risposta.
    Mario Tateo – Foggia

  3. Egregio Signor Tateo,
    l’indennizzo è vitalizio.
    Il riferimento al termine di 15 anni riguarda il solo caso dell’assegno reversibile, che gli aventi diritto di soggetto deceduto a causa dell’aggravarsi del danno legato alle trasfusioni possono richiedere in alternativa all’assegno una tantum.
    Cordialità

    Avv. Simone Lazzarini

  4. Gentilissimo Avvocato Lazzarini
    Mi può dare delucidazioni rigurdo all’articolo 5 – “Introduzione dell’ISEE per la concessione di agevolazioni fiscali e benefìci assistenziali, con destinazione dei relativi risparmi a favore delle famiglie”. Riguarderà anche i beneficiari della legge 210? Questo vuol dire che la 210 verrà erogata in base al reddito

    Grazie

    Alessandro

    • Egregio Signor Alessandro,
      la norma alla quale fa riferimento rimanda ad un successivo DPCM, da emanare entro il 31 maggio 2012, l’inidividuazione delle provvidenze di natura assistenziale che, a decorrere dal primo gennaio 2013, non saranno più riconosciute ai soggetti in possesso di un ISEE superiore alla soglia individuata con il decreto stesso.
      Occorrerà quindi attendere l’emanazione di tale decreto per comprendere se lo stesso potrà o meno riguardare le legge 210/1992.
      Personalmente mi lascia comunque molto perplesso l’eventualità che l’intervento possa riguardare anche l’indennizzo di cui alla legge 210/1992, considerato che riagganciare l’erogazione di un ristoro per un danno alla situazione economica dell’avente diritto mi pare francamente privo di logica ed in contrasto con le finalità stesse del beneficio.
      Speriamo di non dover ricorrere alla CEDU anche per questo.
      Cordiali saluti

      Avv. Simone LAZZARINI

  5. Sempre corretto, tempestivo e disponibile.
    Ma in merito a quanto statuito dalla recente sentenza della Consulta, da quale periodo occorre far decorrere il calcolo degli arretrati per rivalutazione e interessi?. Tenendo anche conto che nel 1996 il Ministero aveva negato la possibilità di procedere alla rivalutazione.
    Poniamo il caso che la mia domanda sia stata accolta nell’ ottobre 2006 ed abbia percepito il primo pagamento nel febbraio 2010. Come devo procedere il calcolo? E’ corretto utilizzare come base l’importo previsto nella tabella del 1996 rivalutando anno per anno fino ad oggi?
    Grazie dei chiarimenti e Buon Natale.

    • Egregio Signor Tateo,
      scusandomi del ritardo con cui La riscontro, osservo che la somma corrispondente all’indennità integrativa speciale, pari ad € 1028,66=, va rivalutata effettivamente a partire dal 1996 indipendentemente dalla data in cui la domanda d’indennizzo è stata presentata.
      Le faccio un esempio: se Lei ha presentato domanda d’indennizzo (poi accolta) nel 2006, la somma corrispondente all’indennità integrativa speciale per il 2007 andrà calcolata non tenendo conto il solo tip previsto per il 2007 da applicare sulla base di e 1028,66=, ma tutte le rivalutazioni secondo il tip che, in parallelo con l’indennizzo in senso stretto, avrebbero dovuto essere calcolate anche sulla somma corrispondente alla iis.
      La differenza non è di poco momento, perchè applicando il metodo corretto ogni bimestre del 2007 crea un delta di euro 254,08=, mentre applicando la rivalutazione solo dal 2006 le differenze sarebbero di pochi euro.
      Diventa quindi importante nella cause formulare dei quesiti chiari e precisi onde evitare di essere poi costretti ad appellare se la decisione eventualmente favorevole si prestasse ad equivoci interpretativi.
      Da non dimenticare poi gli interessi legali sulle differenze non corrisposte e gli interessi legali sugli arretrati corrisposti a completamento del procedimento amministrativo.
      Spero di essere stato chiaro
      Cordialità

      Avv. Simone LAZZARINI

  6. Grazie mille Avvocato,
    ha dissipato il mio dubbio in pieno.
    In effetti ho provato il calcolo e la cifra che ne esce è sostanziosa.
    Buon anno

  7. Egregio avvocato,
    nel 2007 ho fatto ricorso per ottenere la rivalutazione dell’indennizzo ex l.210/92 (e relativi arretrati), circa un anno fa il giudice ha emesso sentenza negativa rigettando il mio ricorso in seguito al famoso decreto che aveva bloccato tutto. Alla luce recente sentenza della corte costituzionale mi chiedo se sia il caso di proporre l’appello.
    Ringraziandola anticipatamente porgo
    cordiali saluti

    • Gentile Signora,
      è certamente il caso di proporre appello, ma se è passato più di un anno dal deposito della decisione oppure se la sentenza negativa fosse stata notificata al suo avvocato da oltre trenta giorni la stessa sarebbe ahimè definitivamente passata in giudicato.
      Si affretti quindi a verificare quanto suggeritole
      Cordialità

      Avv. Simone LAZZARINI

  8. I termini per l’appello, fortunatamente, sono ancora aperti.
    La ringrazio per la Sua disponibilità…fortunatamente esistono ancora veri professionisti come Lei.
    Cordiali saluti

  9. Gentilissimo Avvocato Lazzarini,
    ho scoperto il Vs sito per caso e devo dire che è molto interessante…. veniamo alla mia richiesta, percepisco già da circa 2 anni l’indennizzo Legge 210/92, quindi con sentenza già passata in giudicato, alla data attuale c’è qualche novità circa l’adeguamento dello stesso alla luce anche della sentenza della Corte Costituzionale del 9 novembre 2011 ? Ho già predisposto le raccomandate da inviare al Ministero Salute, Regione Veneto e Ulss 16 Padova, mi consiglia comunque di inviarle ?
    Ringraziandola anticipatamente porgo
    cordiali saluti.

    • Egregio Signor Pierluigi,
      fa sicuramente bene ad inoltrare le raccomandate, ma temo che per ottenere l’adeguamento del bimestrale ed il pagamento delle differenze già maturate dovrà comunque agire giudizialmente con ricorso proposto avanti al tribunale del lavoro competente in funzione del suo luogo di residenza.
      Per quanto è a mia conoscenza, infatti, non sembra così imminente la definizione in via amministrativa o legislativa della questione.
      Cordiali saluti

      Avv. Simone LAZZARINI

      • Gentilissimo Avvocato Lazzarini,
        La ringrazio della sua risposta e approfitto di questo forum per informarLa che questa mattina ho telefonato all’Ufficio del Ministero della Salute – Dir. Gen. Presidi Sanitari / Uff. IX (Legge 210/92) e alla domanda che riguardava l’adeguamento del vitalizio alla luce della sentenza della Corte Costituzionale del 9 novembre 2011, l’interlocutrice (non ricordo il nome) mi ha risposto che per i pagamenti a partire da Feb./Marzo dovrebbero adeguarli, mentre si prenderanno un pò più di tempo per il pagamento degli arretrati, cmq mi ha consigliato sempre di fare le raccomandate se non altro per interrompere la prescrizione.
        Questo è tutto e mi sembrava giusto informare Lei e il forum….. cmq come diceva Trapattoni “… non dire gatto se non ce l’hai nel sacco ……” speriamo bene.
        Cordialità

  10. Gentilissimo Avvocato Lazzarini
    volevo porLe la seguente domanda:
    tutti quelli che come me hanno avuto una sentenza negativa passata in giudicato, cosa dovremo attenderci? che non ci venga riconosciuta la rivalutazione ne’ per il passato e ne’ per il futuro? e se fosse cosi’ non sarebbe una situazione di irrazionale disparita’ di trattamento fra situazioni analoghe quando con l’ultima sentenza della Corte Costituzionale si volevano eliminare queste disparita’ fra categorie diverse di malati? qui invece se ne creano nell’ambito della stessa categoria.
    non c’e’ in questi casi la possibilita’ di far revocare una sentenza anche se passata in giudicato?
    Mi scusi un ultima cosa. Ho visto nella sua ultima risposta che Il tribunale competente per il ricorso deve essere quello di residenza. Intende provincia di residenza o regione? Grazie mille.

    • Egregio Signor Marco,
      per chi ha sentenza negativa passata in giudicato, a meno che non intervenga un atto amministrativo ad efficacia generalizzata e/o un provvedimento amministrativo, il rischio è effettivamente quello che la rivalutazione anche della somma corrispondente all’iis non venga mai riconosciuta.
      L’unica strada attualmente percorribile – ma francamente la vedo molto in salita – potrebbe essere quella di chiedere di essere rimessi in termini per proporre appello e/o quella di ricorrere alla CEDU, mentre a prima vista non sembrerebbero esserci gli estremi per chiedere la revocazione della sentenza.
      Il Tribunale del lavoro competente a decidere è quello competente in funzione del luogo di residenza, generalmente è quello della Provincia, ma ovviamente occorre vedere nel caso concreto
      Cordiali saluti

      Avv. Simone LAZZARINI

  11. Gentile Avv. Lazzarini, riguardo all’indennità che percepisco grazie alla legge 210, volevo chiederle in quale caso i miei eredi avranno diritto all’assegno reversibile per 15 anni o a quello una tantum.. (es. in caso di incidente stradale o cose dell genere..)
    Perdoni la stupidità della domanda, ma non riesco a capire data la mia poca cultura.
    Mi sono inoltre rivolta ad all’avvocata che mi ha già seguita per farmi ottenere il vitalizio per verificare la possibilità della rivalutazione, cosa dice, avrò buone pissibilità di ottenerla? e i tempi di erogazione?
    La ringrazio sentitamente, Maria.

    • Gentile Signora,
      l’assegno reversibile per 15 anni o, a scelta, quello una tantum sono erogati soltanto nel caso in cui il decesso sia causalmente riconducibile all’aggravarsi della malattia per la quale si ha diritto all’indennizzo.
      Peraltro, come recentemente affermato dalla Cassazione, nella valutazione sul nesso causale “deve trovare applicazione il principio dell’equivalenza delle cause accolto dall’art. 41 cod. pen., secondo il quale va riconosciuta l’efficienza causale ad ogni antecedente che abbia contribuito, sebbene in maniera indiretta e remota, alla produzione dell’evento, salvo che si accerti la esclusiva efficienza causale di uno di essi”, il che in parole povere significa che può darsi rilievo anche a cause che indirettamente abbiano favorito il decesso (es: epatite che impedisce il trapianto di cuore in cardiopatico).
      Per esperienza però tali risultati si ottengono soltanto dopo lunghe battaglie giudiziarie.
      Quanto alla rivalutazione ritengo che, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, le prospettive di esito favorevole della causa siano notevolmente migliorate, ma non va trascurata la possibilità che l’amministrazione possa comunque appellare l’eventuale sentenza favorevole.
      Da ultimo va detto che, soprattutto nel caso in cui l’interlocutore sia il Ministero, i tempi di pagamento si profilano addirittura “biblici”, soprattutto se si decida di seguire la linea morbida, e cioè non notificando la sentenza in forma esecutiva nè procedendo all’inoltro dell’atto di precetto
      Cordiali saluti

      Avv. Simone Lazzarini

  12. Gentilissimo Avvocato Lazzarini, per caso ho scoperto il Vs sito e devo dire che è molto interessante.Volevo chiederle , siccome io gia percepivo l’adeguamento sull,indennizzo e poi l,anno sospeso,dovrei fare le Raccomandate R.R,oppure parte in automatico da 04/2012? Ringraziandola anticipatamente le porgo cordiali saluti.

    • Egregio Signor Mario,
      Il mio suggerimento è quello di spedire una raccomandata r.r. E poi, in caso di perdurante inerzia del Ministero, notificare precetto per le differenze maturate e non Corrisposte oppure notificare ricorso. Al. TAR per l’integrale ottemperanza della sentenza.
      Ne parli con il Suo avvocato
      Cordiali saluti

      Avv. Simone Lazzarini

  13. Buon giorno Avvocato, sono un 43 enne della provincia di Venezia, malato cronico di epatite B contratta a seguito di trasfusioni subite alla nascita, nel 1968. Mi accorsi di essere malato casualmente alla fine degli anni 90. Feci richiesta dell’indennizzo 210 e fortunatamente mi venne riconosciuto il nesso causale, e da alcuni anni percepisco l’indennizzo nella 8a categoria.
    Ho saputo dai media del trambusto causato della sentenza sulla rivalutazione dell’indennizzo, e per ottenerlo, su alcuni siti ho visto che alcuni legali consigliano di inviare una raccomandata al ministero della sanità, entro il 9 marzo 2012, data tecnica entro la quale il ministero deve dar corso alle direttive della sentenza.
    Cosa mi consiglia a riguardo?

    Inoltre, per quanto riguarda l’eventuale richiesta di un risarcimento, so che il ministero ha indicato come prescritti i contagi avvenuti prima del 1978 e di conseguenza sarei tagliato fuori. So anche però che questa data ha scatenato una ridda di proteste, in quanto il virus dell’epatite B è stato scoperto già nel 1967. Che sia il caso quindi di provare a richiedere lo stesso il risarcimento, intentando un azione legale contro il ministero, nell’auspicio che vengano un giorno riconosciuti i diritti anche degli infettati degli anni precedenti?
    Vi ringrazio anticipatamente se vorrete rispondermi
    saluti
    Andrea

    • Egregio Signor Andrea,
      per la rivalutazione conviene senz’altro inoltrare la raccomandata suggerita.
      Tuttavia, soprattutto qualora non abbia mai agito giudizialmente, direi che sembra improbabile che il Ministero provveda di propria iniziativa ad adeguare l’assegno per cui il mio suggerimento spassionato è quello di agire giudizialmente.
      Per quanto riguarda invece il risarcimento del danno biologico che mi pare di capire non abbia mai richiesto, il Suo è effettivamente un caso border-line sia per l’epoca del contagio sia per la probabilmente già maturata prescrizione, decorrente secondo i più recenti orientamenti della cassazione dalla data di presentazione della domanda d’indennizzo.
      Non è pertanto consigliabile agire giudizialmente in forma individuale, anche per l’elevato rischio, in caso di soccombenza, di condanna alle spese, mentre potrebbe avere un qualche senso agire all’interno di una causa collettiva.
      Lo studio partira nei prossimi mesi con un’iniziativa simile, se lo desidera potrà contattarmi in privato per ulteriori dettagli
      Cordiali saluti

      Avv. Simone LAZZARINI

  14. salve e complimenti per i chiarimenti che da a tutti noi che ci siamo ritrovati in questa brutta situazione,domanda io percepisco l’indennizzo dal 2005 e nel 2006 ho avuto un aumento di circa 50 euro in piu ogni 2 mesi adesso non dovrebbero farlo per tutti in automatico?
    seconda domanda vorrei presentare domana di risarcimento x il danno biologico subito all’usl dato che queste sono cause lunghe e non credo che saro ancora in questo mondo causa il mio stato di salute tale risarcimento verrebbe dato hai miei familiari?

  15. Egregio Signor Salvo,
    può darsi che l’Amministrazione decida di adeguare spontaneamente l’assegno bimestrale, tuttavia – visti anche i tempi – valuterei attentamente l’opportunità di una qualche iniziativa giudiziaria, non foss’altro per accellerare i termini di pagamento.
    Per quanto invece riguarda l’eventuale richiesta di danni in caso di decesso del danneggiato, ma questa èuna regola generale, possono subentrare nella causa gli eredi.
    Se poi anche il decesso è da ricondurre al danno originariamente subito gli stessi eredi possono anche agire per il risarcimento del danno da c.d. perdita del rappporto parentale.
    Cordiali saluti

    Avv. Simone LAZZARINI

  16. Gent. Avv.to
    ho fatto una causa ed il relativo appello, ma non mi è stato riconusciuta la rivalutazione.
    il mio vitalizio sarà adeguato d’ufficio?
    cosa devo fare per avere gli arretrati?
    la sentenza di appello risale a due anni fa.
    grazie Marco

    • Egregio Signor Marco,
      se la sentenza d’appello, negativa per Lei, risale a due anni fa, temo ci sia ben poco da fare.
      Andava proposto ricorso per Cassazione per non far passare in giudicato la decisione negativa.
      In tutta franchezza dubito che l’Amministrazione adegui d’ufficio l’indennizzo a tutti e ciò a maggior ragione in presenza di un giudicato negativo.
      Sarei naturalmente felicissimo per Lei di sbagliarmi

      Cordialità

      Avv. Simone LAZZARINI

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